Comunità Montana Alto Canavese

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Ivrea

Ivrea, fondata dai romani nel 100 a. C, conserva numerosi reperti del periodo, conservati nel Museo Civico Garda, nei complessi dell'Hotel La Serra e dell'Istituto San Paolo, nell'anfiteatro e nelle tracce del Teatro.

Nell'Alto Medioevo fu sede di uno Scriptorium, importante centro di cultura, che ci ha tramandato preziosi codici miniati conservati nell'Archivio Capitolare; all'interno dell'archivio sono conservati anche preziosi reliquiari medievali.

Di quest'epoca è anche la fondazione della Cattedrale di Santa Maria e della Torre di Santo Stefano, antico campanile romanico sopravvissuto dell'Abbazia costruita nel 1041.

Più tardi furono invece costruiti il Castello (1338) ed il Palazzo della Credenza, antica sede del consiglio del comune.

Ad Ivrea esisteva anche un hospitale (oggi scomparso e divenuto cappella privata dedicata a Sant'Antonio), una struttura dotata di una ventina di letti per il ricovero e la sosta dei pellegrini sulla Via Francigena, che veniva percorsa dal Nord Europa per recarsi a Roma o in Terra Santa, o da coloro che dal Sud si recavano alla tomba dell'apostolo Giacomo a Santiago de Compostela in Galizia.

Vera e propria perla della pittura in Piemonte è la Chiesa di San Bernardino, collocata all'interno dello stabilimento Olivetti, con lo staordinario ciclo di affreschi di Martino Spanzotti (sec. XV).


La Cattedrale di Santa Maria
 
Ivrea - La Cattedrale di Santa Maria L'origine della chiesa di Santa Maria si perde nell'alto medioevo, quando fu edificata sopra rovine di edifici di culto pagano.

E' certo che la successiva cattedrale romanica fu fatta costruire, intorno all'anno Mille dal vescovo Warmondo Arborio, acerrimo nemico del Marchese di Ivrea Arduino, che resse la Diocesi di Ivrea a partire dal 969, con l'utilizzo di molto materiale romano di reimpiego come si può notare oggi nella cripta e nel deambulatorio.

L'origine della chiesa di Santa Maria si perde nell'alto medio evo, quando fu edificata sopra rovine di edifici di culto pagano. Sono queste le parti più antiche della cattedrale, molto interessante la cripta semicircolare situata sotto il coro per accogliere le spoglie di San Besso, alle quali fu riservato il sarcofago romano di Caio Atecio Valerio. All'esterno due campanili gemelli rinserrano la zona absidale e, dietro la chiesa, rimane visibile un lato del Chiostro dei Canonici.

Nella vicina Biblioteca Capitolare (visitabile il martedì, il giovedì ed il sabato; ore 9-12) si conserva la cassetta bizantina d'avorio che ha contenuto i resti mortali del vescovo Warmondo e, soprattutto, gli stupendi codici miniati che contengono anche le terribili maledizioni e scomuniche lanciate da Warmondo ai danni del suo persecutore Arduino.